Generale C.A. Li Gobbi

Generale C.A. Medaglia d’Oro al V.M. Alberto Li Gobbi

Si è spento oggi il Generale C.A. Medaglia d'Oro al V.M. Alberto Li Gobbi, indimenticato 40° Comandante delle Batterie a Cavallo.

Le esequie si terranno venerdi 6 maggio alle ore 11.00 nella chiesa Santa Maria delle Grazie (piazza Santa Maria delle Grazie, 2 - 20123 Milano).

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Generale C.A. Medaglia d'Oro al V.M. Alberto Li Gobbi

nato a Bologna il 10 giugno 1914.

Allievo della Regia Accademia Militare di Artiglieria e Genio di Torino, nell'ottobre 1935 - nominato Sottotenente nell'Arma di Artiglieria - viene destinato alla Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio di Torino per il prosieguo del corso di formazione personale e nel settembre 1937, al termine del biennio si Applicazione, è destinato al 27° Artiglieria da campagna divisionale "Cuneo" di Milano, in qualità di Sottocomandante di batteria (SCB) someggiata.

Conseguita nell'ottobre 1937 la promozione al grado di Tenente, nell'ottobre 1940, nominato Comandante interinale della 9ª Batteria del 27° da campagna, prende parte in Albania alle operazioni sulla frontiera greca, ottenendo nell'aprile 1941 una decorazione al valore per il suo brillante comportamento nei combattimenti di Filiates ed al termine delle operazioni rimane in Grecia nel Corpo delle Truppe d'Occupazione.

Rientrato nel settembre 1941 in Italia e destinato alla Regia Accademia di Artiglieria e Genio di Torino, dalla stessa data viene nominato Comandante di Sezione Allievi e nel gennaio 1942 consegue la promozione al grado di Capitano.

Nominato nell'aprile 1942 Comandante di una batteria del 108° da campagna divisionale "Cosseria", dalla stessa data parte per il fronte russo, per entrare a far parte del CSIR (Corpo di Spedizione Italiano in Russio del Generale Messe) ed in tale veste prende parte alle operazioni sul fiume Don contro i Sovietici, ottenendo, rispettivamente nel settembre e nel dicembre seguenti, due decorazioni al valore per il suo brillante comportamento in combattimento, rimanendo inoltre ferito all'addome, nel dicembre dello stesso anno sul fiume Don.

Rimpatriato nel gennaio 1943 in Italia per la continuazione delle cure, dopo l'8 settembre 1943, a seguito degli eventi connessi con l'Armistizio di Cassibile, diviene attivo elemento della lotta partigiana, subendo la cattura e la tortura del nemico e nell'agosto 1944 ottiene la massima decorazione al valore in riconoscimento della eccezionalità e della prodezza delle sue azioni.

Assegnato nel novembre 1944 a Roma quale Ufficiale addetto al Generale Giuseppe Mancinelli, dal dicembre dello stesso anno, viene nominato Comandante di una batteria del 35° Artiglieria divisionale "Friuli" e nell'aprile 1947 è destinato al Reggimento Artiglieria a Cavallo di Milano, quale Ufficiale addetto all'Ufficio Tiro.

Frequentato con successo il corso di Stato Maggiore della Scuola di Guerra di Civitavecchia ed il successivo periodo di esperimento pratico di Servizio di Stato Maggiore presso il 3° Comiliter (Comando Militare Territoriale) di Milano, nel novembre 1950 viene confermato nell'Ufficio Operazioni dello SM dello stesso Comiliter.

Inviato nel 1951 in Gran Bretagna per la frequenza della Scuola di Guerra Inglese di Camberley, dal gennaio 1952 viene assegnato all'Ufficio Addestramento dello SME a Roma e - conseguita dal dicembre 1953 la promozione al grado di Maggiore - dal gennaio 1954 viene nominato Comandante del 3° Gruppo semovente da 88/27 Sexton del Reggimento Artiglieria a Cavallo di Milano.

Lasciato dal 23 gennaio 1955 il predetto comando al Capitano Enrico Serra in attesa dell'arrivo del Maggiore Domenico Susanna e passato a disposizione, nel marzo seguente viene inviato presso lo Stato Maggiore di SHAPE a Bruxelles quale Ufficiale addetto alla Divisione Logistica e Programmazione e nel settembre 1959 rientra in Italia per fine missione.

Nominato dall'ottobre 1959 alla carica di Insegnante aggiunto di Tattica presso la Scuola di Guerra di Civitavecchia, il 31 dicembre seguente consegue la promozione al grado di Tenente Colonnello e nell'agosto 1960 passa a disposizione.

Nominato dal settembre 1960 Addetto Militare presso la Legazione d'Italia a Washington negli USA, il 31 dicembre 1962 consegue la promozione al grado di Colonnello e nell'ottobre 1963 - rientrato in Italia per fine Missione - viene nominato Comandante del Reggimento a Cavallo di Milano.

Nominato dal novembre 1964 Capo di SM del 1° Comiliter (Comando Militare Territoriale) di Torino, il 31 dicembre 1965 consegue la promozione al grado di Generale di Brigata e nel gennaio 1966 assume la carica di Comandante della 2ª Brigata Corazzata delle Divisione "Ariete".

Ricoperta dal 1966 al 1969 la carica di Comandante della Brigata Paracadutisti, nel marzo 1969 viene nominato Comandante della Forza Mobile di ACE (NATO) in Germania e - rientrato in Italia - nell'aprile seguente diviene Vice Comandante del 1° Comiliter di Torino.

Inviato nuovamente dal luglio 1973 a Bruxelles quale Rappresentante Militare Italiano presso il Comitato Militare della NATO, il 31 dicembre 1975 consegue la promozione al grado di Generale di Corpo d'Armata e dal maggio 1976 diviene Comandante della FTASE a Verona, dove rimane fino al collocamento in ausiliaria del 10 giugno 1977.

Collocato dal 10 giugno 1979 nella riserva, dall'agosto 1980 al maggio 1983 ricopre la carica di Presidente del Consiglio Direttivo della Casa Militare per Veterani "Umberto I" di Turate ed il 10 giugno 1984 è infine collocato in congedo assoluto per limiti d'età.

Figura leggendaria di soldato e di Comandante, Comandante delle Forze Terrestri Alleate del Sud Europa (FTASE) a Verona (maggio 1976 - 10 giugno 1977), Comandante della Forza Mobile di ACE (NATO) (marzo 1969 - marzo 1972), Rappresentante Militare Italiano presso il Comitato Militare della NATO (luglio 1973 - maggio 1976), Addetto Miliatre presso la Legazione d'Italia a Washington negli USA settembre 1960 - settembre 1963), è decorato di una Medaglia d'Oro al Valor Militare ("L'8 settembre 1943 pur sofferente per una grave ferita riportata in precedenti combattimenti, abbandonava la famiglia per raggiungere il proprio reggimento in lotta contro i tedeschi. Catturato e riuscito ad evadere attraverso le linee di combattimento , si offriva volontario per un'importante, lunga e rischiosissima missione di guerra in territorio italianao occupato dai tedeschi. Durante un lungo eroico periodo, illuminato da purissima fede, prodigava il suo valore e la sua intelligenza ad organizzare e dirigere il movimento di liberazione dell Patria, affrontando impaviso il rischio di ogni ora e le certe insidie che lo avvolgevano e lo avrebbero travolto. Durante un feroce rastrellamento nemico, caduto in combattimento un valoroso Ufficiale COmandante di una formazione partigiana presso la quale in quel momento si trovava, assumeva senza esitazione il comando del gruppo, ne riuniva gli elementi già duramente provati, riuscendo a sottrarli alla morsa nemica con azioni episodiceh condotte con ecisione e abilità ammirevoli . Arrestato e trovato in possesso di documenti che costituivano inequivocabile condanna, fu sottoposto ad estenuanti interrogatori ed inenarrabili torture. Ma il sentimento del dovere e dell'onore , sorretti da sublime stoicismo, vinsero la ferocia teutonica; nessun segreto fu savelato , nessun compagno fu tradito.Avuta la possibilità di evadere, vi rinunciava a favore di un compagno di lotta e di fede la cui opera riteneva tornasse più vantaggiosa. Procastinata la fucilazione, cui era stato condannato, nei lunghi mesi di prigionia non manifestava debolezze, né recriminava la sua giovane vita sacrificata, lieto di averla donata alla Patria. Quando fortunate circostanze gli permisero di fuggire e riprendere il suo posto di combattimento, si offriva di continuare ancora la missione. Fulgido esempio di assoluta dedizione alal Patria ed al dovere". Italia occupata, 5 dicembre 1943 - 21 agosto 1944), di due Medaglie d'Argento al Valor Militare (1: "Al comando, volontariamente assunto, di un nucleo di artiglieri messi a cavallo col compito di inseguire e di prendere contatto con il nemico in ritirata, non esitava, sebbene fatto segno a nutrito fuoco di armi automatiche, ad appiedare i suoi uomini e spingersi arditamente innanzi per riconoscere la difesa avversaria. Circondato da forze soverchianti e costretto ad arrendersi, dopo aver ultimato le munizioni in accanita difesa a colpi di pistola e di bombe a mano, riusciva, col favore della notte, a sfuggire allal vigilanza e, superati audacemente tutti gli ostacoli, a rientrare al proprio reparto, alla testa del quale riprendeva la marcia verso il nemico. Già distintosi in precedenti azioni per costante ardimento ed elette virtù militari. Yergult - Filiates, 22 - 24 aprile 1941."; 2: "Comandante di batteria, animatore ardito ed instancabile, sprezzante di ogni pericolo, durante duri combattimenti si portò ripetutemente, sotto intenso fuoco nemico, nei posti più avanzati oltre le linee delle fanterie e fornì ai superiori comandanti preziose notizie. Costantemente sotto il fuoco nemico seppe tenere personalmente il continuo collegamento fra fanteria ed artiglieria, favorendo il successo delle azioni. Nella notte, spintosi sulle rive del Don, scopriva e sventava il tentativo nemico di gettare sul fiume delle passarelle, che distruggeva col preciso fuoco della propria batteria. Mirabile esempio di prontezza, coraggio ed ardimento. Fronte russo, Don, q. 158, 11 - 12 settembre 1942".), di due Medaglie di Bronzo al Valor Militare (1: "Preparata un'audace ricognizione notturna da effettuarsi al mare sul tergo delle linee nemiche, la portava a termine, unitamente a pochi volenterosi, con un natante da lui costruito con mezzi e materiali di circostanza. Ritenendo di non poter assolvere appieno il compito prefissosi, sbarcava con due uomini e si inoltrava sul rovescio delle linee nemiche, ove permaneva per due ore , riportando utilissime notizie. Dhermi, fronte greco, 28 febbraio 1941"; 2: "Comandante di betteria, ardito e animatore, durante i giorni di violenta lotta dava prova di cosciente sprezzo del pericolo e di altissimo senso del dovere. Ferito gravemente all'addome, mentre da un osseervatorio avanzato dirigeva il tiro della sua batteria, accettava di essere trasportato all'ospedale solo dopo essere stato sostituito al suo posto di combattimento ed aver dato dettagliate istruzioni per il miglior proseguimento dell'azione. Magnifico esempio di abnegazione e di elette virtù militari. Fronte russo, Don, 12 - 13 dicembre 1942"), di tre Croci al Merito di Guerra (1945), partigiano combattente (1945), del Distintivo del periodo bellico 1940 - 1943 con tre anni di campagna (1940,1941,1942), del Distintivo della Guerra di Liberazione con tre anni di campagna (1943, 1944, 1995), della Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare, della Legion of Merit USA (Ufficiale) e dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Grand'Ufficiale).

(Massimo Iacopi, IL REGGIMENTO ARTIGLIERIA A CAVALLO ED IL 2° REGGIMENTO ARTIGLIERIA CELERE attraverso le vicende storiche del 2° Gruppo a Cavallo, VOLUME II - pag. 357, 2002).

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