L’installazione della “Voloire”

Le Voloire nel Tempio della Cavalleria italiana

[caption id="attachment_1354" align="alignnone" width="529" caption="L’installazione della “Voloire”"]L’installazione della “Voloire”[/caption] Nell’augusto Tempio Sacrario della Cavalleria, in mezzo alle vestigia ed alle glorie dei soldati a cavallo d’Italia, ha trovato la sua naturale collocazione anche lo storico stemma araldico del Reggimento Artiglieria a Cavallo. Quello che affettuosamente viene ancora chiamato “La Voloire” e che, secondo le raccomandazioni del mio buon comandante di Batteria, doveva essere “chiatta” e con la corona reale! Goliardia reggimentale a parte, il 13 settembre 2012 è stata collocata un’elegante scultura ad opera del Maestro Mauro Dusio, offerta generosamente dal Conte Giuseppe Cavagna, già artigliere a cavallo nel solco di una consolidata e luminosa tradizione familiare. Ad ottobre 2012 è prevista una cerimonia per l’inaugurazione e benedizione dell’emblema. La nostra “Voloire“, di pari dimensione, qualità e rango rispetto agli emblemi di tutti gli altri Reggimenti di Cavalleria presenti nel Sacrario, ha trovato collocazione sulla parete destra del Tempio, appena dopo l’entrata. Nel Sacrario già erano presenti un albo bronzeo con i nomi delle gloriose Medaglie d’Oro al Valore Militare delle Batterie, nonché due pannelli riproducenti le drappelle con la tradizionale “Voloire” e con lo Stemma araldico repubblicano dell’Ente militare Reggimento Artiglieria a Cavallo. Si rinsaldano così, nuovamente, i legami  tra le Voloire e la Cavalleria italiana. Legami sorti nelle campagne condotte “staffa a staffa” dal Risorgimento nazionale alle guerre mondiali, oggi rinnovati dal Reggimento Artiglieria a Cavallo nel ruolo di componente d’artiglieria della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”. Questo rapporto privilegiato tra la nobile Arma e gli artiglieri criniti ha avuto modo, in passato, di essere celebrato in vari modi. Le Voloire custodiscono infatti gelosamente e orgogliosamente le indiscutibili ed ineliminabili tradizioni di reparto di cavalleria e, nella loro Storia gloriosa, innumerevoli episodi legano le loro gesta all’epopea della cavalleria italiana: da Palestro a Isbuschenskij, dalla Carica di Tauriano alle innumerevoli e prestigiose affermazioni delle “Batterie” nell’equitazione militare e civile. Non ultima per prestigio e gloria l’opera di ippoterapia ospitata nella Caserma Santa Barbara che ha meritato al già onusto Stendardo delle Batterie una Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica. Legami tanto forti da far rilevare dai più prepararti conoscitori della storia militare italiana che, nel periodo di maggior splendore, la Cavalleria italiana annoverava trentuno reggimenti. “Reggimento Artiglieria a Cavallo, trentunesimo reggimento della Cavalleria italiana

Yuri Tartari

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